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Marco Iannicelli e le sue provocazioni contemporanee

Durante in Salone del Mobile si possono scoprire diversi progetti basati su riflessioni decisamente contemporanee. Una particolarmente interessante è stata fatta dal designer Marco Iannicelli. I suoi due progetti esposti sono il risultato di pensieri profondi e critici, che cercano di ”svegliare” e provocare il mondo dei consumatori, per renderli più attenti al proprio modo di vivere.

Il designer ha voluto riproporre durante la settimana del design il suo progetto di laurea. La riflessione sulla quale si è concentrato parte dalla mitologia greca, in particolare dal mito di Sisypho, da cui l’opera prende il nome. In tutte le storie che lo riguardano, il personaggio appare come il più scaltro tra i mortali e il meno scrupoloso. La sua leggenda comprende numerosissimi episodi, ognuno dei quali è legato alla storia di una sua astuzia. Uno in particolare racconta della sagacia dell’uomo, utilizzata per sfidare gli dei. Come punizione per tali affronti, Sisypho dovette spingere un masso dalla base fino alla cima di un monte. Tuttavia ogni volta che raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base. Ogni volta, per l’eternità, egli avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci. Il designer ha voluto affiancare questa storia al modo in cui oggi consumiamo. Ogni prodotto ha un processo: estrazione, produzione, distribuzione, consumo, smaltimento. Così è sempre, in un ciclo continuo. Ogni volta che consumiamo qualcosa, o semplicemente la sostituiamo con una più nuova, incrementiamo questo processo, mantenendolo vivo. Siamo il carburante che mette in moto il motore. Se ci fermassimo di consumare, o se almeno ci impegnassimo per ridurre il consumo, anche il sistema si fermerebbe o rallenterebbe. L’informazione e la comunicazione che giornalmente riceviamo, non ci educano in tal modo, anzi ci spronano suggerendoci un consumo eccessivo e costante. Per essere felici si devono avere cose nuove e migliori, non basta ciò che possediamo, dobbiamo avere sempre di più. Questo processo è spiegato nel documentario ”The story of stuff”, dal quale Iannicelli ha preso ispirazione.

Gli oggetti sono il masso di Sisypho, un peso che l’uomo deve spingere sempre più in alto per l’eternità. La nostra pena è lavorare per poter spendere soldi. Intrappolati in un sistema che non avrà mai una fine.

 Il risultato di queste due storie non è altro che il prodotto. La parola chiave è obsolescenza, che in termini economici è la svalutazione di un bene a causa dell’emissione sul mercato di prodotti sempre nuovi e in maggiore quantità. In poche parole quello che hai comprato oggi è già superato da qualcosa di nuovo. Su questa riflessione il designer ha creato Sisyphos. Si tratta si un oggetto modulare mosso dall’energia cinetica. …